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Mais quarantino

La Storia
Le prime testimonianze della coltivazione del mais nelle aree oggi interessate dal Parco Nazionale, risalgono ai primi decenni del XVIII secolo. Fu dopo la grave carestia del 1764 che la coltura di questa specie, originaria dell'America meridionale, si diffuse e radicò. Il nome scientifico del mais, Zea mays L., deriva dalla parola greca "Zao" (vivere) e dalla parola "Mayze" (pane), una possibile traduzione potrebbe essere quindi "pane di vita" a conferma dell'interesse che ha avuto in passato.

Area di attuale produzione nel Parco: La varietà è stata rinvenuta nei comuni aquilani di Santo Stefano di Sessanio, Capitignano, Cagnano Amiterno, Barete.

Descrizione
Pianta erbacea annuale della famiglia delle graminacee; fornisce una granella, prodotta su spiga anche se comunemente chiamata pannocchia, che è caratterizzata dalla più svariata colorazione, a seconda della varietà coltivata. Questa antica varietà si adatta molto bene alla siccità; il nome deriva dalla formazione della spiga dopo circa 40 giorni dalla semina ed ha un ciclo di maturazione di circa 4 mesi.

Stagionalità del prodotto:
Si semina da maggio con raccolta a settembre; si trova in commercio sotto forma di polenta anche se le quantità non sono molto elevate.


Mais quarantino
Mais quarantino
(foto di PN Gran Sasso)
 
Mais quarantino spiga
Mais quarantino spiga
(foto di PN Gran Sasso)
 
Mais quarantino
Mais quarantino
(foto di PN Gran Sasso)
 
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