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I Percorsi Bonatti

sul Gran Sasso e in Nepal

Ideato da Davide Peluzzi e Luigi Grimaldi del team Explora e condiviso con il Parco, che ha realizzato per l'occasione una carta 1:50.000 in versione italiano-inglese, il percorso Bonatti si sviluppa in una straordinaria estensione di natura incontaminata: dai boschi di faggio e abete bianco dei Monti Cardito e Campiglione attraverso le valli glaciali del Monte Corvo e le creste rocciose delle Malecoste fino a raggiungere Campo Imperatore e l'imponente Rocca di Calascio. L'unicità del percorso è, inoltre, quella di poter essere percorso in tutto o in parte da entrambi i versanti.
Passione per l'avventura, slancio umanitario ed amore della natura si fondono in questo percorso alpinistico, pensato "per tutti e per nessuno", che muove alla ricerca della più appagante integrazione tra l'uomo e l'ambiente, attraverso ambienti segreti o poco noti, unendo il paesaggio del Gran Sasso teramano con quello aquilano per proseguire nella wilderness della Valle della Rolhwaling, in Himalaya.
L'implementazione del Percorso Bonatti, quale via di unione tra i territori del Gran Sasso e dell'Himalaya nel nome dell'indimenticato alpinista Walter Bonatti, incarna l'anelito a fare della passione per la montagna e l'avventura un'occasione di unione tra popoli e culture e rappresenta il primo gesto concreto scaturito dal gemellaggio tra le due aree protette.

Video Percorso Bonatti
Inaugurazione del Percorso Bonatti; video contenente, olte alle interviste a Davide Peluzzi, Vincenzo Reggimenti e Grazia Felli, le immagini dei luoghi naturali interessati e le ispirazioni che hanno dato vita alla realizzazione del "dialogo" tra gli ambienti del Gran Sasso e quelli dell'Himalaya.
(Realizzazione di Jmotion -2016)

Himalaia
Himalaia
(foto di Archivio Ente Parco)
Valle del Chiarino
Valle del Chiarino
(foto di Davide Peluzzi)
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