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Impatti

L'azione di disturbo di Senecio inaequidens nei confronti di singole specie non è ancora ben documentata e, nonostante in letteratura si trovino opinioni contrastanti, è evidente che una sottrazione di spazio nei confronti di entità autoctone, endemiche o di elevato interesse naturalistico può rappresentare un serio problema. L'elevata competitività e l'ingente tasso riproduttivo ne fanno invece una evidente minaccia per diverse comunità vegetali.

Dal punto di vista paesaggistico è indiscutibile che la vistosa e prolungata fioritura (protratta anche per 8-9 mesi all'anno che comprende anche i mesi invernali) costituisca una rilevante alterazione del paesaggio naturale. Inoltre va osservato che recenti studi evidenziano in Senecio inaequidens uno degli invasori in Europa con più rapida capacità di colonizzazione di nuovi ambienti.

Sotto l'aspetto economico, in ambito zootecnico ed apistico, il senecio africano apporta danni diretti come specie infestante dei coltivi, dei prati da sfalcio e dei pascoli contribuendo a ridurne il valore commerciale. Reinhardt et al (2003), pur ammettendo la difficoltà di quantificarne il valore monetario, evidenziano anche danni indiretti dovuti alla necessità di sostenere costi per la manutenzione stradale.

Attualmente, l'aspetto di maggior rilievo riguarda comunque l'impatto sanitario, per la presenza di sostanze tossiche (Alcaloidi pirollizidinici) per gli animali a sangue caldo (incluso l'uomo), a volte letale per i cavalli e bovini. Tali sostanze possono passare al latte, carne, uova, miele e altri prodotti apistici attraverso la bottinatura delle api.

Pascoli di Interesse Comunitario colonizzati da Senecio
Pascoli di Interesse Comunitario colonizzati da Senecio
(foto di CRFA - Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino)
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