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Le Torbiere

Le torbiere sono ambienti umidi caratterizzati dalla presenza della torba, un profondo strato di materiale vegetale costituito da piante palustri, solo parzialmente decomposto.
In questi ambienti particolari, che si riscontrano solo nelle zone più fredde, vive una flora caratteristica e peculiare, ormai divenuta rarissima sia per cause naturali che a seguito delle attività umane.
La torbiera più grande dell'Appennino, quella di Campotosto, venne distrutta nei primi decenni del Novecento, coi lavori per la realizzazione del lago artificiale che ha occupato il pianoro su cui essa si localizzava; il lago, oggi, rappresenta un importante luogo di sosta e riproduzione per migliaia di uccelli migratori e svernanti.
La scomparsa di questo grande ambiente torboso ha portato all'estinzione lungo l'arco appenninico di alcune specie vegetali "turficole", come il salice con foglie di rosmarino (Salix repens rosmarinifolia) o la potentilla delle paludi (Comarium palustre).
Oggi, nel territorio del Parco sono ancora presenti piccole torbiere di grande interesse naturalistico. Tra queste, rilevanti sono quelle in località Agro Nero, nel territorio di Accumoli sui Monti della Laga, dove hanno trovato rifugio specie rarissime in ambito nazionale, come il salice odoroso (Salix pentandra), il salice puzzolente (Salix foetida) e numerose specie erbacee. Alcuni vecchi tronchi sub-fossili di abete bianco (Abies alba), qui parzialmente immersi nella torba, testimoniano la presenza passata di questa specie nel versante laziale dei Monti della Laga, ove attualmente è del tutto scomparsa. Nelle pozze d'acqua si rinvengono la rana temporaria (Rana temporaria) e il tritone alpestre (Triturus alpestris apuanus), veri e propri relitti glaciali, che nell'Appennino Centrale si rinvengono unicamente in questo comprensorio.
Altri ambienti di torbiera si localizzano nei pressi delle sorgenti del Vomano, caratterizzati dalla presenza di densi popolamenti di pennacchio (Eriophorum latifolium), bella specie erbacea che si distingue per un particolare ciuffo bianco, e di altre entità floristiche rarissime in ambito appenninico, come la carice di Davall (Carex davalliana) e il giuncastrello alpino (Triglochin palustre). L'area delle sorgenti del Vomano, nella prima metà di maggio, è interessata da una straordinaria fioritura di calta (Caltha palustris) e trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata).
Le torbiere lungo la valle del Rio Arno, nel gruppo del Gran Sasso, si caratterizzano per la presenza di carici rare e dell'erba unta (Pinguicula vulgaris), specie carnivora che, attraverso le foglie vischiose, cattura piccoli insetti, da cui ricava alcune sostanze non presenti nel terreno; in alcune piccole torbiere in alta quota del Gran Sasso cresce la tajola (Tofieldia calyculata), unica "stazione" dell'Appennino centro-meridionale.
Nella piana del Voltigno, a sud-est del Parco, si rinviene, invece, un singolare fenomeno che i pastori locali usano chiamare "il cespo che balla": uno strato di torba che letteralmente galleggia sulla superficie di una piccola pozza d'acqua, ormai quasi completamente interrata.
Lago di Campotosto, ginestre
Lago di Campotosto, ginestre
(foto di M. Anselmi)
Campotosto Tramonto
Campotosto Tramonto
(foto di M. Anselmi)
Lago di Campotosto
Lago di Campotosto
(foto di M. Anselmi)
Fiume Vomano
Fiume Vomano
(foto di M. Anselmi)
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