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Progetto LIFE13 NAT/IT/000311 - Pluto

Italian emergency strategy for fighting illegal poisoning and minimize its impact on bear, wolf and other species

(Strategia italiana di emergenza per combattere l'avvelenamento illegale e minimizzare il suo impatto su orso, lupo ed altre specie)
  • Data di inizio Progetto: 01 giugno 2014
  • Data di fine Progetto: 31 maggio 2019
  • Costo totale del Progetto: Euro 2.414.270,00
  • Costo finanziato dalla U.E.: Euro 1.265.077,00
  • Beneficiario coordinatore: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
  • Beneficiario associato: Corpo Forestale dello Stato.

Obiettivo del progetto
LIFE PLUTO: favorire la conservazione dell'orso (Ursus arctos*), del lupo (Canis lupus*) e dei rapaci necrofagi attuando in Italia, su vasta scala, misure che consentano di prevenire e contrastare l'uso illegale del veleno, fenomeno che costituisce una delle principali minacce che colpiscono queste specie.
Ogni anno in Italia vengono segnalati numerosi casi di avvelenamento che costituiscono soltanto la punta di un iceberg. Il fenomeno, infatti, rimane per lo più sommerso a causa del fatto che il rinvenimento di carcasse di animali selvatici è un evento poco probabile, soprattutto se le vittime sono esemplari appartenenti a specie particolarmente rare. Per di più non tutti i casi di avvelenamento vengono segnalati.
L'uso di bocconi ed esche avvelenati è una pratica scatenata da diverse motivazioni e per questo diffusa ovunque.
Altre specie particolarmente vulnerabili al veleno sono nibbio reale (Milvus milvus), il grifone (Gyps fulvus), il capovaccaio (Neophron percnopterus) ed il gipeto (Gypaetus barbatus).
Il progetto LIFE PLUTO mette in campo i Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA), uno strumento imprescindibile per far emergere l'uso illegale del veleno, per combatterlo e per limitarne le conseguenze sulla fauna selvatica.

Azioni: Fulcro principale del progetto LIFE PLUTO è l'impiego, su gran parte del territorio italiano, di Nuclei Cinofili Antiveleno.
Il progetto prevede, infatti, l'attivazione di sei Nuclei Cinofili Antiveleno da parte del Corpo Forestale dello Stato, ciascuno dei quali sarà composto da un conduttore e da due cani, e la prosecuzione dell'attività dei due Nuclei Cinofili Antiveleno del Parco Gran Sasso-Laga. Gli otto NCA opereranno in tutta l'Italia centrale e meridionale coprendo complessivamente 11 regioni. I Nuclei svolgeranno ispezioni periodiche nelle aree a rischio ed ispezioni di urgenza nel caso di segnalazione di carcasse o bocconi avvelenati allo scopo di bonificare il territorio da eventuale altro materiale avvelenato.
Il progetto prevede, altresì, la specializzazione del personale degli NCA del Corpo Forestale nella gestione dei casi di avvelenamento e di migliorare la collaborazione e formazione degli altri soggetti coinvolti nella problematica, ai quali saranno destinati specifici corsi di formazione.
Il numero di emergenza ambientale del 1515 del Corpo Forestale fungerà da punto di riferimento per la segnalazione dei casi di avvelenamento, favorendo l'emersione del reato, e potrà attivare l'intervento tempestivo del personale CFS degli NCA.
Nel Parco Gran Sasso-Laga verranno portate avanti anche specifiche attività di sensibilizzazione e coinvolgimento degli allevatori tra le quali la gestione di una stazione di alimentazione per rapaci che favoriranno la mitigazione di eventuali conflitti tra zootecnia e grandi carnivori.

Presentazioni convegno "Grandi carnivori e rapaci necrofagi minacciati in Europa", Teramo 13/15 ottobre 2016

VIDEO - la lotta contro l'uso illegale del veleno

PDF Il Layman's report che illustra le attività ed i risultati del progetto

I RISULTATI

Maggiori informazioni: www.lifepluto.it


(foto di Archivio Ente Parco)
Cane antiveleno
Cane antiveleno
(foto di Archivio Ente Parco)
Boccone avvelenato
Boccone avvelenato
(foto di Archivio Ente Parco)
Grifone
Grifone
(foto di Archivio Ente Parco)
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