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Filippo Crudele - Ambasciatore del Parco nel Mondo

Poeta d'Abruzzo e del Gran Sasso

Cantore del Gran Sasso, scultore della natura, per Filippo Crudele la poesia è una rondine, è il "pane dell'anima".
La montagna è una passione che lo accompagna fin da ragazzo, ed è tra i monti che scrive i suoi versi.
Aquilano, 64 anni, per lui la poesia è tutto. Nato a Marana di Montereale, ha scoperto la poesia nel 2000 e da allora declama i suoi versi ovunque. Filippo Crudele è appassionato anche di fotografia e di sculture che realizza con il legno e la pietra. Nella vita di tutti i giorni è un impiegato pubblico e un padre di famiglia.
Ha cominciato a recitare le sue poesie per i suoi amici, sotto i portici. Oggi le recita anche in montagna, per gente che non conosce e incontra durante le escursioni.
Montagna e poesia, due passioni per lui strettamente legate, perché l'una ispira l'altra, che la completa, cogliendone il senso più profondo.
Un poeta che si ispira alla natura, perché per lui la natura è tutto, e tutto è poesia.
Dichiara Crudele: "Ho dovuto superare i pregiudizi, la gente che mi derideva. Se avessi dato retta a queste persone, non avrei più scritto nulla. Ma la gioia che ho dentro di me nell'esprimermi attraverso la poesia è più forte dell'imbecillità altrui. Ho scoperto la bellezza, sentivo vere e proprie scosse elettriche dentro di me che erano l'ispirazione. E non mi sono più fermato.
Per le mie poesie non ci sono luoghi prediletti. Speso durante le mie passeggiate in montagna, incontro persone sconosciute e recito loro le mie poesie. Un modo per far conoscere la montagna in maniera diversa. Ci sono persone che camminano sui monti seguendo percorsi ma senza osservare i dettagli. Con le mie poesie io descrivo fiori, sassi, una cascata o la brina."


Grazie Gran Sasso
L'Aquila, 31.01.2006
di Filippo Crudele

Grazie, per avermi regalato:
valli, creste, vette e ogni tuo anfratto;
per avermi fatto conoscere l'eterno Calderone,
il Nevaio della Salsa, di Rionne e del Gravone,
la sorgente di San Franco,
i salti del Vitello D'Oro e di Rio Arno;
per avermi fatto vedere dall'alto e gustare:
albe e tramonti da sogni,
laghi, montagne e mare;
per i cieli incantevoli:
cupi, nuvolosi, esplosivi o squarciati
da saette e raggi solari,
quando grigi e colorati da arcobaleni
o profondi, azzurri e sereni;
per avermi invitato alla tua gala d'inverno;
per avermi bagnato, infreddolito e riscaldato;
per avermi fatto camminare
su tappeti per principi:
bianchi o verdi, fioriti e variopinti;
per avermi fatto ascoltare la voce del vento,
quella del silenzio e la forza della sua eco;
per avermi fatto specchiare nel tuo piccolo Lago
e per avermi colpito l'animo,
quando mi hai illuminato
e fatto vedere nel tuo magico profilo,
il Volto Immacolato di Cristo,
a me tanto caro
e te ne sono grato.
Filippo Crudele - Ambasciatore del Parco nel Mondo
Filippo Crudele - Ambasciatore del Parco nel Mondo
(foto di AA.VV.)
Filippo Crudele - Ambasciatore del Parco nel Mondo
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(foto di AA.VV.)
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Filippo Crudele - Ambasciatore del Parco nel Mondo
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(foto di AA.VV.)
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(foto di AA.VV.)
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