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Picchio Rosso Maggiore

(Dendrocopos major)

Il picchio rosso maggiore è una specie forestale ad ampia valenza ecologica piuttosto comune nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il suo habitat preferito è il bosco, dove trova con facilità gli insetti xilofagi nei grandi alberi. Costruisce il nido, ad alcuni metri di altezza. L'operazione di scavo comporta molta fatica a seconda della durezza del legno e può richiedere da cinque a tre settimane. Durante la stagione primaverile il maschio e la femmina si inseguono sui rami, con un percorso a spirale. In questo periodo è facile ascoltare il tambureggio, forti battiti del becco su tronchi, per richiamare le attenzioni del partner. La femmina depone da 5 a 6 uova bianche che covano entrambi i sessi. Dopo la schiusa, i piccoli vengono nutriti dagli adulti con una frequenza che può arrivare fino a 40 volte al giorno. A dieci giorni di vita le imbeccate possono arrivare fino a 150. I giovani nutriti soprattutto con larve di artropodi forestali, catturati con la lunghissima lingua, abbandono il nido dopo circa venti giorni dalla nascita.

Problemi di conservazione
Il picchio rosso maggiore è un ottimo indicatore biologico del bosco. Le minacce per questa specie dipendono dall'azione dell'uomo. In molti casi gli ambienti forestali vengono alterati dai tagli eccessivi. Negli ultimi anni la competizione per le cavità di nidificazione è diventata più accentuata nei confronti degli storni che, stanziali e in aumento, tendono ad essere più aggressivi nei confronti dei picchi.
Picchio Rosso Maggiore
Picchio Rosso Maggiore
(foto di PN Gran Sasso)
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