Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Campagna di contenimento del Senecio Africano.

Il Parco invita a segnalarne la presenza

(Assergi, 18 Agosto 2017) -

Si rinnova anche quest'anno la copiosa fioritura del dannoso Senecio africano (Nome scientifico: Senecio inaequidens), un alieno da combattere.

Per contribuire a contrastarne la diffusione nell'area protetta, il Parco invita a segnalarne la presenza tramite il "Modulo di Segnalazione" allegato, e scaricabile dal sito del Parco nella sezione dedicata alla "Campagna di contenimento"  di questa specie (http://www.gransassolagapark.it/pagina.php?id=334) ,

Si tratta di una pianta non autoctona, proveniente dal Sud Africa, che sta rapidamente colonizzando diverse aree del territorio nazionale. Attualmente il "Senecio" è rimasto in buona parte confinato agli ambienti già degradati, come i margini stradali o zone interessate da movimentazioni del terreno, ma è stato osservato come, negli ultimi anni, la pianta tenda ad invadere anche i pascoli naturali, soppiantando la vegetazione naturale e alterando dunque sensibilmente sia l'ecosistema che il paesaggio.

Pur sottolineando che, ad oggi, non sono stati rilevati casi di contaminazione, la specie è in rapida diffusione in ambiente di pascolo e che quindi può rappresentare una reale minaccia per il futuro. La pianta, infatti,  contiene degli alcaloidi tossici che potrebbero ritrovarsi nel latte e nel miele.

L'Ente Parco, primo Ente in Italia ad intraprendere azioni concrete per il contenimento della specie, intende contrastarne tempestivamente la diffusione, e prima che diventi un problema reale per le aziende e per l'economia agropastorale del territorio.  Una speciale attenzione ad impedirne la diffusione all'interno dell'Area Protetta conferirà un valore aggiunto di salubrità e sicurezza ai prodotti agroalimentari del Parco.

Già negli scorsi anni, grazie ad un finanziamento del Ministero dell'Ambiente, è stata effettuata l'estirpazione del Senecio su alcune decine di ettari di territorio. Ad una prima verifica, l'azione è risultata efficace e questo fa ben sperare nel buon esito della campagna intrapresa, che dovrà essere ripetuta per alcuni anni al fine di garantire il successo dell'azione di contenimento.

E' stato quindi messo a punto un protocollo di monitoraggio, una sperimentazione con l'utilizzo di erbicidi (da riservare eventualmente ad alcune aree specifiche e di limitata estensione), una campagna di informazione ed un controllo sui prodotti alimentari potenzialmente a rischio.

Affinché tali azioni risultino efficaci nel tempo, occorre che i cittadini prendano coscienza del problema e collaborino con le istituzioni per la salvaguardia e l'integrità della biodiversità del proprio territorio.

In via cautelativa, l'Ente raccomanda a tutti i fruitori dell'Area Protetta:

  • controllare che il fieno somministrato al bestiame non contenga senecio
  • evitare di far pascolare il bestiame su pascoli invasi da senecio,
  • evitare di posizionare arnie molto vicine ad aree ad alta concentrazione di senecio,
  • evitare il transito di pecore in aree con senecio in fase di fruttificazione (da luglio a novembre),
  • sradicare le piante individuate, facendo attenzione ad asportare anche la radice e lasciandole in loco
  • laddove non è possibile sradicare, effettuare gli sfalci per la manutenzione di aree verdi prima della fruttificazione (entro giugno)      

Per qualsiasi informazione o segnalazione, si prega di contattare la responsabile del progetto Dott.ssa Daniela Tinti presso il Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino (0862 6052204).


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