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Sentiero dei Due Santi

Santuario di San Gabriele - Santuario di San Pietro della Jenca

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: panorama Elevato interesse: religione Elevato interesse: storia 

Attenzione: Il Sentiero dei due Santi per la sua lunghezza (quasi 40 km.) e per il dislivello (circa 1.500 metri) è particolarmente impegnativo. Sono certamente necessari più giorni per completarlo e poiché  le principali strutture ricettive sono a Isola del Gran Sasso (punto di partenza, o di arrivo, se si percorre il sentiero in senso contrario) e a Fonte Cerreto e Assergi (che sono molto vicine al punto di arrivo) è necessario prevedere uno o più bivacchi notturni.
Attrezzatura minima necessaria: Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, sacco a pelo, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati), torcia frontale.

Santuario di San Gabriele
Santuario di San Gabriele
(foto di Archivio Ente Parco)
 

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Descrizione

L'itinerario nasce dall'esigenza di creare un collegamento escursionistico tra il santuario di San Gabriele, ai piedi del versante teramano del Gran Sasso e del Corno Grande ed in prossimità di Isola del Gran Sasso d'Italia, e quello di San Giovanni Paolo II, situato nel piccolo borgo di San Pietro della Jenca, nella Valle del Vasto, alle pendici del versante meridionale del massiccio, attraversando un territorio ricchissimo di valori naturalistici eccezionali ed emergenze storiche e religiose di grande valore. La varietà di paesaggi e tipi morfologici attraversati è particolarmente ricca in questo percorso che corre lungo i due versanti (nord e sud) del massiccio del Gran Sasso, interessando il Piano Collinare, il Piano Montano e il Piano Subalpino.
Il percorso si snoda attraverso centri storici, zone urbane e periurbane, zone agricole, insediamenti agricoli, boschi di bassa, media e alta quota, praterie di alta quota, brughiere e ghiaioni. Dal punto di vista morfologico incontra zone di fondovalle, tratti di mezza costa lungo i versanti, valichi, selle e altipiani.
L'itinerario del trekking, lungo circa 39,26 Km, attraversa un territorio ricco di testimonianze storiche e religiose e di emergenze naturalistiche di enorme valore, con panorami tra i più belli dell'intera catena appenninica.
Il percorso inizia presso il Santuario di San Gabriele, seguendo la strada carrabile che andando a sud raggiunge il paese di Isola del Gran Sasso d'Italia. Da Isola prosegue in direzione ovest attraverso la frazione di Cesa di Francia, presso la quale lascia la strada asfaltata per imboccare il sentiero n. 208 lungo una strada sterrata, risale quindi la valle del fiume Mavone, toccando i ruderi della pieve di San Valentino e attraversa la frazione di Cerchiara. Superata la località Vena di Fano l'itinerario prosegue in direzione sud, mantenendosi sempre sul sentiero n. 208 e passando dal Piano Collinare al Piano
Montano, lasciando un contesto paesaggistico scandito da centri abitati, zone agricole e zone di brughiere e boschi radi, per passare ad un contesto predominato da boschi di faggio. Dalla località Vena di Fano il percorso prosegue fino ai ruderi dell'antico monastero camaldolese di San Nicola di Corno, con l'antica chiesetta omonima, di primaria importanza sotto il profilo della storia della transumanza appenninica.
Giunto alla località San Nicola il percorso lascia il sentiero n. 208 per prendere il sentiero n. 200B SI che passa per la località Fonte Nera e attraversa il Fosso della Valle dell'Inferno. Da questo punto il percorso sale lungo la mezza costa in direzione est, per poi girare verso sud in prossimità della località Grotta dei Mulattieri (m 1.089) lasciando il sentiero n° 200B SI e imboccando il sentiero n. 212, che si impenna in una rapida salita emergendo dal bosco in località Il Vaduccio (m 1.673) e prosegue salendo attraverso zone a brughiera, passando quindi dal Piano Montano al Piano Subalpino e arrivando a Vado di Corno, m 1.924, quota massima dell'itinerario.
Vado di Corno è un valico frequentato fin dall'epoca preromana dal quale si gode di un panorama incomparabile sulla mole del Corno Grande e sui due opposti versanti del massiccio; quello teramano a settentrione, impervio e boscoso, a precipizio sulle colline del sub Appennino adriatico, mentre quello aquilano, a sud, appare brullo e dominato dalla vasta prateria dell'altipiano di Campo Imperatore. Da qui il percorso continua lungo il sentiero n. 212 che ridiscende verso il vasto altipiano di Campo Imperatore, passando da una zona a ghiaioni per poi lasciare il Piano Subalpino e tornare nel Piano Montano, proseguendo per un lungo tratto nelle praterie dell'altipiano, fino a raggiungere il Lago Pietranzoni (m 1.637) e attraversare il Piano di Pietranzoni, girando ad ovest e toccando i ruderi della pieve di S. Egidio. L'itinerario prosegue quindi in direzione ovest percorrendo in lungo la Fossa di Paganica, lasciando il sentiero n. 212 e prendendo il n. 219 fino alla località Campo Nevada (m 1.680) dove cambia nel sentiero 200H SI e sale alla Sella della Scindarella a m 1.800, da qui imbocca una bretella di collegamento non numerata per cambiare quindi nel sentiero n. 216 e proseguire al valico del Pozzello (m 1.736).
Dal valico il percorso scende lungo la Valle Fredda lasciando le praterie e brughiere di alta quota per arrivare progressivamente in un contesto di bosco rado; in questo tratto il sentiero che corre lungo il fondovalle è interessato da un recente ed esteso fenomeno di frana con trasporto di alberi caduti che coinvolgono il percorso per un tratto di circa 1.000 m.
Il sentiero continua in direzione ovest, passando dalla località Fonte Annorsi (m 1.157) e scendendo alla località La Zurina (m 1.000) dove incrocia il sentiero n. 170 che si fonde con il n. 216 e continuano in un contesto periurbano fino a raggiungere Assergi (m 867).
Da qui il percorso attraversa il contesto urbano e il centro storico di Assergi, imbocca il sentiero n. 100G SI e prosegue in direzione nord - ovest su di una strada sterrata che risale la valle del torrente Raiale, attraversando in un primo momento una zona caratterizzata da colture agricole, per poi proseguire in un contesto predominato da boschi di latifoglie.
Arrivato in località Acqua San Giovanni, il sentiero lascia la strada sterrata cambiando nel n. 119 e imboccando una viabilità pedonale montana, che sale fino al borgo di San Pietro della Jenca, si fonde nell'ultimo tratto con il sentiero n. 117 e raggiunge la sua chiesetta - santuario dedicata a San Giovanni Paolo II, nella cui quiete il Santo Pontefice si ritirava spesso in preghiera.

Il percorso passa per il Rifugio non custodito D'Arcangelo Nicola [1655 m], su versante teramano.
Custode: CAI di Isola del Gran Sasso, responsabile Di Stefano Claudio - Email: claudio.distefano9@virgilio.it - Link: www.caiisola.it
Periodo di apertura: Sempre aperto previo ritiro delle chiavi. Prenotazioni: 0039 338 2370447

Santuario di San Pietro della Jenca
Santuario di San Pietro della Jenca
(foto di Archivio Ente Parco)
 
Sentiero dei Due Santi
Sentiero dei Due Santi
(foto di Archivio Ente Parco)
 
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