Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Da Cesacastina alla Valle delle Cento Cascate

Itinerario n° 37

Elevato interesse: panorama 
  • Partenza Cesacastina (1141 m)
  • Tempo di percorrenza: 2.15 ore
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Dislivello: 620 m
  • Segnavia: parzialmente segnato (bianco-rosso)
  • Periodo consigliato: da maggio a ottobre
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Dalla chiesa di Cesacastina (1141 metri) si segue a piedi la strada che attraversa il paese (la parte più a monte prende il nome di Colle) e prosegue sterrata e pianeggiante toccando un antico fontanile in arenaria e affacciandosi sulla bassa valle del Fosso dell'Acero.

Ad un bivio (1157 metri, 0.15 ore) si lascia a sinistra la strada e si prende a destra la carrareccia (segnavia n. 300L-SI del Sentiero Italia), che inizia a salire sulla sinistra orografica. Costeggiati i ruderi della chiesa di S. Maria Maddalena (m. 1179), ci si innalza con numerose svolte, si tocca la sorgente Perdiero, si entra nella faggeta e si raggiunge la strada sterrata che proviene dalla località Le Piane. La si segue a sinistra fino ad oltrepassare un ponte in cemento che scavalca il Fosso dell'Acero (m. 1300). Poco oltre si imbocca una stradina chiusa da una catena che conduce al Rifugio E.N.E.L. di Fosso dell'Acero (chiuso a chiave) e alla captazione idrica dell'ENEL con la quale il torrente viene in gran parte canalizzato per alimentare il Lago di Campotosto (1365 metri, 0.55 ore).
Alle spalle del rifugio, si risale una valletta erbosa al cui culmine si piega a sinistra rientrando nel bosco e, continuando a salire, si sbuca nell'ampia radura de Le Cannare fino a toccare l'ultimo tornante della sterrata che raggiunge la località (m. 1465; 20', 1h15'). La si abbandona subito imboccando sulla destra una pista che rientra nella faggeta e riprende a salire sulla destra orografica della valle offrendo in più punti un suggestivo colpo d'occhio. Raggiunto un tornante, si abbandona la pista ed il sentiero 300L imboccando sulla destra un'ampia mulattiera (sentiero 358) che, in breve, conduce ad una radura con uno spettacolare affaccio sulla cascata alla base dei lunghi scivoli del Fosso dell'Acero (m. 1560; 20', 1h35'). Si continua a salire nel bosco, ricco di superbi faggi secolari, costeggiando, senza abbandonare il sentiero, prima il ramo orografico destro del Fosso dell'Acero e poi un ruscello suo affluente, che si attraversa poco a monte verso destra uscendo sui prati (m. 1650, sassi che agevolano il guado). Ricordiamo che il torrente non va assolutamente traversato al di fuori dei guadi percorsi dal sentiero segnato. Si continua a salire lungo il sentiero accostandosi nuovamente al corso principale del torrente, fiancheggiandone i lunghissimi lastroni di arenaria che corrono a filo d'erba ed evitando assolutamente di camminavi sopra, soprattutto se la roccia è bagnata e, quindi, scivolosa e pericolosissima. Superata una caratteristica cascata (m. 1698; 25', 2h00'), si prosegue fino ad un guado attraversato da una pista, in prossimità dello Stazzo delle Iaccere (m. 1759; 10', 2h10'); la vista si apre sull'eccezionale anfiteatro delle Cento Fonti dominato dal Monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta, e sullo spettacolare sfondo della catena del Gran Sasso. Si attraversa il guado verso destra, seguendo la pista in salita fino al suo termine, presso le captazioni di Fonte Mercurio, al centro dell'anfiteatro (m. 1800, 5', 2h 15').

ATTENZIONE! Questo itinerario è uno dei più belli e scenografici di tutto il massiccio dei Monti della Laga, offre panorami mozzafiato ed un ambiente naturale unico.
La sua frequentazione, tuttavia, richiede una attenzione particolare in quanto gli spettacolari scivoli di arenaria percorsi dal torrente e dai suoi affluenti ai lati del sentiero sono molto pericolosi perché resi molto scivolosi dall'acqua, anche quando la ridotta portata estivane riduce il flusso ad un velo sottile.
E' necessario, pertanto, seguire rigorosamente il sentiero senza allontanarsene, attraversando il corso del Fosso dell'Acero e dei ruscelli suoi affluenti solamente nei guadi segnalati, senza mettere piede per alcun motivo sui lastroni di pietra a lato del corso d'acqua.


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Valle delle Cento Fonti
Valle delle Cento Fonti
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