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Granturco o mais da polenta

La Storia
Il granturco Zea Mays L. si è affermato solo dopo la sfortunata carestia del 1764 che portò le popolazioni a diversificare le colture.
E’ il classico granturco utilizzato per l’alimentazione umana differente da quello "tondo", detto anche "dente di cavallo" proprio perché usato per l’alimentazione dei cavalli. La farina viene utilizzata principalmente per la preparazione della polenta nel periodo invernale. Una curiosità legata al termine granturco è costituita proprio dalla parola turco. In passato, con questo aggettivo venivano identificati i prodotti che non avevano un’origine locale e che venivano da lontano. Di qui grano-turco perché proveniente dalle Americhe.
E' coltivato ad un'altitudine di circa 700 m. Generalmente il mais viene inserito in rotazione con i legumi. Rispetto alle varietà commerciali ha una resa decisamente minore. Di rado si trovano ancora coltivazioni familiari di mais per pop-corn che si differenziano dagli altri per la forma più piccola e ovoidale e una colorazione più chiara dei semi.

Area di attuale produzione nel Parco
Il granturco è diffuso in tutti i comuni del Parco

Descrizione
Varietà di mais con pannocchie compatte e corte con cariossidi arrotondate e di colore chiaro. Molto simile al mais quarantino diffuso nell’Aquilano.

Stagionalità del prodotto
La semina avviene in genere a fine aprile, primi di maggio e la raccolta comincia a settembre.


Granturco nostrano
Granturco nostrano
(foto di Archivio Ente Parco)
 
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