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Salame abruzzese

La Storia
Testimonianze della diffusione della produzione di salumi in Abruzzo si hanno negli Antichi Capitoli della città di Lanciano (1592). Fino alla fine degli anni cinquanta, la lavorazione della gran parte degli alimenti avveniva all'interno delle aziende produttrici delle materie prime o addirittura erano produzioni casalinghe. Le industrie alimentari così come le conosciamo oggi erano pochissime anche se in breve tempo il loro numero o meglio i quantitativi da esse prodotti hanno preso il sopravvento sulle produzioni artigianali. Queste ultime, tuttavia, sono sopravvissute, spesso con le medesime tecniche produttive tramandate da generazione in generazione. La soddisfazione all'assaggio del classico "salame del contadino" rimane comunque difficilmente eguagliabile dalla produzione di massa.

Area di attuale produzione nel Parco: In tutto il territorio del Parco in area Abruzzese

Descrizione
Prodotto tradizionale della Regione Abruzzo dalla forma cilindrica o leggermente conica, a volte irregolare, del peso di circa 300 grammi. Si prepara con carni magre e grassi di suino macinate a grana media d impastate insieme a sale, pepe e altri aromi naturali. Dopo l'insaccattura e la successiva legatura, i salami vengono posti a stagionare per un periodo che varia dai 20-40 giorni per spingersi fino a 100-180 giorni.

Stagionalità del prodotto: Le carni si lavorano prevalentemente nel periodo autunnale, caratterizzato dalle temperature più basse e favorevoli alla lavorazione e stabilità del prodotto nelle fasi successive, ma sono disponibili sul mercato durante tutto l'anno.


Salame abruzzese
Salame abruzzese
(foto di PN Gran Sasso)
 
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