Distretto "Valle del Tirino"
Le acque del versante meridionale del Gran Sasso tornano alla luce in due delle sorgenti più belle e copiose dell’Abruzzo. Il Tirino, tra i fiumi più limpidi e suggestivi dell’Appennino, nasce dalle spettacolari risorgive di Capo d’Acqua e Presciano, e si dirige a sud est affiancato da vasti canneti e da alberi rari come il salice cinerino.
Non occorre andare cosÏ vicino all’acqua, però, per scoprire il fascino di questo settore del Parco. L’arida conca di Ofena, tradizionalmente indicata come “il forno degli Abruzzi” ospita da anni dei vigneti pregiati. La statale che scende da Navelli a Popoli attraversa la solenne pianura dove nel 1934 è stato ritrovata la statua del Guerriero di Capestrano, simbolo dell’Abruzzo antico e dell’intero mondo italico, oggi esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti.
Sorveglia la piana il centro storico di Capestrano, dove spiccano il turrito Castello che è appartenuto ai Piccolomini e ai Medici e il convento e la chiesa di San Giovanni da Capestrano, del tardo Quattrocento. Le pareti calcaree del Monte di Roccatagliata dominano Bussi sul Tirino, centro industriale che conserva un integro borgo medievale. A pochi metri dalla statale che collega la conca aquilana a Popoli sono i ruderi della chiesa di Santa Maria di Catignano, costruita poco dopo il Mille come parte di un’abbazia benedettina e i cui affreschi sono conservati al Museo Nazionale de L’Aquila.
Il monumento più importante di questo settore del Parco, però, è la chiesa di San Pietro ad Oratorium, l’unico edificio arrivato fino ai nostri giorni dell’abbazia fondata nel 752 dal re longobardo Desiderio, che conserva un bel portale romanico e degli importanti affreschi del XII secolo.
Tradizionalmente poco frequentata dagli escursionisti, la zona è ben nota ad altri amici della natura. Gli appassionati di canoa si danno spesso appuntamento sulle acque limpide del Tirino. Chi preferisce il birdwatching può osservare la gallinella d’acqua, il porciglione e il martin pescatore, tutte specie nidificanti che si possono osservare tutto l’anno, e i tuffetti, le folaghe, le anatre e gli aironi che sostano accanto al Tirino solamente d’inverno.
Il valico di Forca di Penne, sorvegliato da un severo torrione medievale, offre una comoda via di comunicazione tra l’Abruzzo aquilano e le colline di Pescara, e permette quindi al birdwatcher di osservare numerose specie di migratori. Le strade sterrate che corrono accanto al fiume si prestano a itinerari in bicicletta o a cavallo.
Anche chi ama camminare, però, può trovare itinerari interessanti in questo distretto del Parco. Dall’ampia sella di Forca di Penne, che merita un’esplorazione a piedi, inizia il ripido sentiero nel fitto bosco che sale alla vetta del Monte Picca, una delle cime meno note e più sorprendenti del Gran Sasso. Itinerari più comodi sono possibili accanto al Tirino, tra i vigneti e le storiche pagliare di Ofena o tra quest’ultima e Villa Santa Lucia degli Abruzzi. Anche le basse quote del Parco offrono itinerari e sorprese.








